Vai ai contenuti

Archivio

Tag: downlaod
Emma A Victorian Romance

.: Scheda :.
Titolo originale: Eikoku koi monogatari Emma
Anno: 2005
Genere: Seinen, romanzo storico, drammatico
Produzione: Studio Pierrot
Distribuzione: BS-i, TBS, Mediaset
Data di uscita: 02 Aprile 2005-18 Giugno 2001 Jap | 27 Febbraio 2010-10 Marzo 2010 Ita
Numero episodi: Stagione 1 12 + Stagione 2 12
Durata approssimativa episodi: 23 min.
Autore: Kaoru Mori

.: Trama :.
Nel 2005, quando ancora la serie manga non era stata ultimata, è stato prodotto dallo Studio Pierrot un anime di 12 episodi, che segue le vicende del manga fino al terzo volume. Nel 2007 è stato prodotto un seguito, curato da Ajia-do Animation Works con altre 12 puntate che concludono la vicenda. La serie animata in Italia è stata trasmessa in prima visione dal 27 febbraio 2010 sulla rete Hiro con il titolo Emma – Una storia romantica: la sigla italiana, intitolata “Emma”, è interpretata da Cristina D’Avena.
Il manga è stato adattato in una serie Tv anime, intitolato 英國戀物語 (Eikoku Koi Monogatari Emma), diretto da Tsuneo Kobayashi, sceneggiato da Mamiko Ikeda, e prodotto dallo Studio Pierrot e da TBS. La prima stagione è stata trasmessa a partire dal 2 aprile 2005 in tutto il Giappone su diverse stazioni televisive. Successivamente è stato curato il doppiaggio in lingua inglese per le reti di lingua inglese del Sud-Est asiatico e delll’Asia meridionale.
La rappresentazione nella serie dell’Inghilterra vittoriana è molto accurata, con luoghi come Londra, la King’s Cross Station, il Crystal Palace, il Covent Garden, la Mudie’s Lending Library e con i veicoli del tempo, come ad esempio l’Aerial Steam Carriage, ricreato con un meticoloso dettaglio.
La serie animata è proseguita con una seconda stagione dal titolo 英國戀物語エマ第二 (Eikoku Koi Monogatari Emma Dai Ni Maku), prodotta da Ajia-do Animation Works, sempre diretta da Tsuneo Kobayashi e scritta da Mamiko Ikeda, che è stata trasmessa in Giappone su numerose emittenti televisive a partire dal 16 aprile 2007.
Tutti i 24 episodi della serie sono stati trasmessi in Italia dal 27 febbraio 2010 sulla rete Hiro con il titolo Emma – Una storia romantica.

.: Screenshot :.

continua…

sissi

Questo speciale Super Quark è stato trasmesso il 22 dicembre di qualche anno fa,
una vera perla…dedicato alla Principessa Sissi, un personaggio molto amato,
la cui vita romanzesca e stata resa celebre in tutto il mondo, con il volto di Romy Schneider,
attraverso tre film realizzati dal regista Ernst Marischka. La favola della sua vita viene
raccontata da Piero Angela, dal Castello Odescalchi di Bracciano e dallo Studio 4 di Teulada a Roma,
con lausilio di effetti speciali, ricostruzioni virtuali, grafica 3 D, e riprese e servizi eccezionali.

Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach (Monaco di Baviera, 24 dicembre 1837 – Ginevra, 10 settembre 1898) nata duchessa in[1] Baviera, fu imperatrice d’Austria, regina apostolica d’Ungheria e regina di Boemia e di Croazia come consorte di Francesco Giuseppe d’Austria.
Figlia del duca Massimiliano Giuseppe in Baviera e di Ludovica di Baviera, sposò nel 1854 l’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria, suo cugino primo. Entrata in contrasto con il rigido ambiente della corte viennese e con la suocera, l’arciduchessa Sofia, Elisabetta finì per inimicarsi l’alta aristocrazia e, allontanatasi dal consorte, si ritirò per lo più a vita privata, abdicando ai suoi oneri di sovrana. Elisabetta si riaccostò al marito dopo la sconfitta di Sadowa e contribuì alla riconciliazione con gli ungheresi nel 1867.
Dopo la morte del figlio Rodolfo, si ritirò sempre di più nell’ombra e trascorse i suoi ultimi anni in un perpetuo viaggio sul Mediterraneo. Nel 1898, a Ginevra, fu pugnalata mortalmente, mentre stava per imbarcarsi su un battello, dall’anarchico italiano Luigi Lucheni.
Nel XX secolo, grazie al successo della trilogia di film diretti da Ernst Marischka, divenne celebre con il nome di principessa Sissi
continua…

dame

Ci sono delle dame. C’è un cavaliere. Il tutto montato in un documentario sicuramente irrispettoso. E’ un film che però non si può vedere, che nessuno si sente di distribuire. Una storia italiana che si chiama “Le dame e il cavaliere”, documentario realizzato dalla casa di produzione ‘Telemaco’, e che nel Belpaese vedranno in pochi, in qualche cineteca, perché nessuno vuole distribuirlo. Franco Fracassi, regista del film, alza il sipario su una doppia realtà: da una parte quella descritta nel film, dove il sesso e il potere si mescolano per portare avanti gli interessi del premier, dall’altra quella della libertà di informazione, in un paese in cui le verità scomode sono cancellate. Bello o brutto che sia, giusto o sbagliato, irriverente o ipocrita, in Italia non lo si può giudicare. Semplicemente perché non lo si può vedere.
continua…

24

Info Serie:
Titolo originale: 24
Paese: Stati Uniti d’America
Anno: 2001 – 2010
Formato: serie TV
Genere: azione, thriller
Stagioni: 8
Puntate/episodi: 192
Durata: 45 min (episodio)
Lingua originale: inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio: 16:9
Colore: colore
Audio: surround
Crediti
Ideatore: Joel Surnow, Robert Cochran

Trama
Il Giorno 8 ha inizio alle ore 16:00. Jack Bauer si trova a New York assieme alla figlia Kim, suo marito e la loro figlia Teri, i quali sono in procinto di ripartire per Los Angeles. Jack decide all’ultimo momento di unirsi a loro, ma mentre sta preparando le valigie riceve la visita di una sua vecchia conoscenza, che gli dice di essere in possesso di informazioni riguardo un imminente attentato all’ONU ai danni di Omar Hassan, presidente della Repubblica Islamica del Kamistan (una nazione di fantasia), durante i negoziati di pace con il presidente degli Stati Uniti Allison Taylor.
continua…

robin

Nell’Inghilterra del XIII secolo, Robert Longstride è un abile arciere dell’esercito di Riccardo I, impavido sovrano in guerra coi francesi. Una freccia uccide il monarca e convince Robert e i suoi amici a congedarsi dall’armata e a fare ritorno a casa, ma nel tragitto soccorrono Sir Loxley, incaricato di annunciare l’avvenuta morte di Riccardo e di consegnare la sua corona. Sul punto di morte il nobile uomo strappa all’arciere una promessa, dovrà restituire la sua spada al vecchio padre nella contea di Nottingham. Uomo di parola, Robert si recherà nella tenuta di Loxley, dove per volere del vecchio Walter assumerà l’identità del figlio defunto e i diritti sulla bella consorte, Marion. Superba e riottosa, la donna non vuole saperne di quell’impostore che si rivela però gentiluomo. Scoperto di essere figlio dell’uomo che scrisse la Carta della Foresta, sventato un complotto francese ai danni dell’Inghilterra e deciso a reagire ai soprusi di Giovanni Senzaterra e senza cuore, Robert impugnerà arco e frecce e cavalcherà coi suoi uomini per la vittoria. Restituita la gloria alla sua terra, l’arciere viene dichiarato fuorilegge. Rifugiatosi nella foresta di Sherwood con una Marion ormai innamorata diventerà Robin Hood e leggenda.
Dopo il generale Massimo Decimo Meridio, divenuto poi stella dell’arena, Ridley Scott mette in scena un altro eroe guerriero di impeccabile fattura, interpretato dal volto e dalla fisicità gladiatoria di Russell Crowe. Meno epico e rutilante del Gladiatore, Robin Hood, storia di un esperto arciere a un passo da Sherwood e dalla leggenda, esaudisce comunque l’evasione nel passato e l’identificazione con un personaggio verticalmente positivo. Spade sferraglianti, fendenti metallici, lame nella carne, frecce di fuoco nel cielo, sangue a fiotti, corpi fatti a pezzi, la contea di Nottingham mutua il Colosseo e diventa una formidabile macchina teatrale piena di trucchi e sorprese, meraviglie e attrazioni, rivelando al suo centro un fuorilegge impenitente, fedele a un codice antico e alla “bucolica” Marion di Cate Blanchett.
Archiviato (ma mai scordato) l’eroe in bianco e nero di Douglas Fairbanks, quello a colori di Errol Flynn, quello animato e antropomorfo della Disney, quello in calzamaglia di Mel Brooks, quello crepuscolare di Sean Connery e ancora quello in fuga dai mori e da uno sceriffo incapace di Kevin Costner, Ridley Scott rilegge la leggenda popolare inglese e impone un eroe generoso e libertario che trova la sua forza, la sua differenza e la sua specialità nell’interpretazione di Russell Crowe.
È lui ad aggiungere l’oro e a diffondere sul film la lucentezza di un metallo più fatale dell’acciaio. Che impugni una spada o brandisca un’ascia di guerra, che imbracci un arco o scagli una freccia, che cavalchi verso la gloria o seduca ai piedi di un talamo, l’attore neozelandese è mirabilmente naturale sullo schermo, in grado di eseguire perciò senza sforzo apparente le più complicate performance. Questo accade non tanto (e non solo) perché Crowe ha alle spalle il senso epico dello spettacolo e il gusto della coreografia bellica in costume di Ridley Scott, quanto perché l’attore ha maturato lunghe e faticose sedute di allenamento che hanno consentito all’esecuzione del gesto tecnico di diventare “seconda natura”.
Se il Maximus di Crowe fu il magnifico (s)oggetto del desiderio di Commodo, similmente il suo Robin Hood appaga l’eccitazione e la visione dello spettatore senza questa volta dover morire nell’arena. Il suo arciere guerriero compie azioni credibili e giustificate, colpendo al cuore i cattivi e la menzogna della recita. Corpo in action quello di Russell Crowe, che si preoccupa di essere creduto mentre una foresta va in fiamme o sullo schermo piovono frecce e cenere. Braccio flesso e pollice alzato.
continua…

Get Free Google Page Rank